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Aglio,oglio,peperoncino e...pachino!!!

- Tacchi alti e sampietrini - (prossimamente in libreria e al cinema)
October 06

Io no soy marinera

 
Di solito mantengo le mie promesse. Lo so, siamo solo al 6 Ottobre e non è ancora tempo di bilanci, ma il mio capo ha detto il 26 Agosto che era quasi Natale e se lo dice lui possiamo starci. In effetti dovrei dedicare un post al buon Dean, ma oggi sono ubriaca, stanca, triste e quindi eccovi ancora una volta i fatti miei. Niente facili battute sulla mia scarsa sobrietà in generale, vi sento eh.
 
Stanotte riflettiamo sui buoni propositi dell'anno nuovo. Chi non ne fa? Chi li segue? Io non solo li ho formulati, ma per la vostra gioia anche riportati sul blog. Mi chiedevo, nel mio stato alterato, a che punto fossimo (io e le birre dentro di me):
 
A blogstar's wishes for the new year
 
Continuare a riempire il mondo di piume e brillantini, lasciando i coriandoli a qualcun altro          Ci siamo
Creare altre fantastiche compilations come quella di Capodanno                     Anche qui non male
Scrivere "Tacchi alti e sampietrini" (e relativi seguiti)                         4 pagine, forse si può fare di meglio
Smettere di confondere la vodka con l'acqua                                 Sono passata alla birra
Trovare il modo di ingozzarsi come un maialetto, senza assumerne le sembianze                Successo, sono ben più figa ora
Evitare di fotografare gli amici maschi con boa di struzzo al collo, o grembiulini natalizi               No
Pubblicare queste foto vergognose, et similia, sul blog            Sì (e anche su facebook)
Stare ogni volta possibile, o anche impossibile, con gli amici più pazzi e imbarazzanti che esistano           Sempre
Imparare a cucinare le lasagne           Fatto!
Avere le palle di spiccare il volo verso mete ancor più lontane del posto in cui si è ora              Palle avute
Tornare a Roma, prima o poi            Tornata (e ripartita)
Capire che il romanticismo non deve essere soltanto struggersi anni e anni per la stessa persona, ma scoprire in poco tempo qualcuno di inaspettato e di soprendentemente piacevole                   Smesso struggimento per la stessa persona, scoperti in poco tempo l'inaspettato e il sorprendentemente piaciuto
Vivere l'amore non come una fiamma che consuma, ma che riscalda                 Qui avrei bisogno d'aiuto.
 
Passo e chiudo questo stupido post, domani mi aspettano 13 paesi europei da accudire. E io da brava mamma lo farò.
October 04

Lost in translation

 
Dal primo giorno ho capito che questa storia del parlare inglese era un gioco pericoloso. "The Dev is the ppoopppeeee", disse Dean, e io pensavo già a cosa c'entrasse il Papa, quand'ecco che poopppeee = pub. Pub. Vabbè.
 
Lasciate che vi racconti il surrealismo che ho dovuto affrontare per trovare la palestra convenzionata con l'ufficio, la mitica LA Fitness (yeah!).
Esco un pomeriggio, stremata dal lavoro come sempre, e imbocco una serie di graziose viuzze alla ricerca del posto in questione. Mi accorgo di aver dimenticato di segnarmi il numero civico, penso baldanzosa che mi saprò orientare comunque. Primo errore: qui le vie hanno tutte lo stesso nome, cambia solo la categoria. Io sapevo che dovevo andare a Hallam ..., ma mi sono ritrovata in un labirinto di Hallam Street, Hallam Road, Hallam Mews, Hallam Place e chi più ne ha più ne metta. Tutte attaccate, tra l'altro, in modo da confonderti totalmente. Insomma, per farla breve mi rassegno a chiedere indicazioni con fiducia, non essendo maschio e non dovendomene vergognare. Secondo errore. Riporto qui sotto il dialogo surreale n.1:
 
Io: Excuse me, would you know where is LA Fitness?
Uomo davanti a una porta: Yes, thank you.
Io: ... Sorry?
Udp: Eheh, you asked me if I knew...and the answer is yes. You should have asked "could you tell me where is..."
Io: Oooookkkk....COULD YOU TELL ME WHERE IS?
Udp: Certainly,lady.
 
Silenzio
 
Io: ...and...soo?
Udp: Ehehe, it's just on the right...turn on the first on the right and you'll find in front of you.
Io: Thanks.
 
Mi incammino, giro a destra mentre il tipo si sbracciava indicandomi la direzione e non c'è proprio un cazzo. Niente di niente, solo l'ennesima via omonima a quella della palestra. Vedo un giovinotto in tuta, penso che potrebbe sapere qualcosa e lo fermo.
 
Io: Sorry, COULD YOU TELL ME where is LA Fitness?
Git: Certainly, lady. It's just on the left. Turn on the left and you'll find it. It's in the very small MEWS.
Io: MEWS!!!!! Ah-haaaaa! Thank you.
 
Arigiro, stavolta ho capito finalmente. L'Udp continua a farmi strani gesti per segnalarmi i mews, che per la cronaca credo stiano per "cortiletti". Gli faccio un cenno di assenso, ormai sicura e pure un po' scazzata. Entro, c'è solo una scala a chiocciola che porta di sotto, poi il nulla. Mi sporgo e intravvedo una piscina. Dietro un angolo, un piccolo bancone della reception. Vuoto ovviamente. Aspetto fiduciosa, quand'ecco che arriva un uomo. Con aria competente punta deciso il bancone, poi si ferma e mi guarda. Dialogo surreale n.2:
 
Io: Ehm...could I ask you for some information?
U: I don't know.
Io: ...Sorry, are you working here?
U: No.
Io: Ah. So you can't give me information. Do you know if anyone is gonna come?
U: I wanted to ask you the same thing.
 
Arriva una donnina in camice bianco. Si siede dietro al banco. Pronta io mi avvento contro di lei e scatta il dialogo surreale n.3:
 
Io: Hallo, could I ask you for some information?
Dcb: Of course! (sorriso smagliante)
Io: Wonderful. I would like to have a membership card, my company provides me of a discount and I wanted to know how it works...I mean, which courses I can attend and...
 
Mi interrompe.
 
Dcb: I didn't understand.
 
Provo a ripetere.
 
Dcb: Ok, I understood. But I can't help you, I only work for the beauty centre. The gym reception is downstairs.
Io: Thank you.
 
L'uomo finto competente mi segue, dicendo cose incomprensibili, al piano di sotto. Reception della palestra, ricchioni a manetta. Dopo 10 minuti un receptionist mi si fila e diamo inizio al dialogo surreale n.4:
 
Io: Sorry, could I ask you for some information? My company provides me of a discount for your fitness centre, I would like to book a membership card and to know which courses I could attend and so on...
R (che può stare per receptionist o per ricchione, fate voi): We don't give this kind of information. Please, could you fill this forms and leave your number? You'll be called by a person who will tell you all.
Io: What?
R: Leave us your number, we give this information only if you come here directly.
Io: But I am here...well, no matter, have my number. Will I be called so?
R: Certainly, lady. They will call you tomorrow.
Io: Ooook. Would you have a timetable?
R: We don't, we don't.
Io: Can't I know at what time do you have classes? Really?
R: No, you have to come directly.
Io: Lovely. Could you tell me if you have water workouts in your swimming pool?
R: Sure. Here you are our TIMETABLE. You can have it.
Io: ...
Io: Can I keep it? Are you sure?
R: Certainly, lady.
Io: Thank you, bye.
 
Risalgo, la donnina del centro estetico mi appioppa un volantino e tenta di convincermi a prenotare tutti i loro trattamenti, che a ottobre c'è il 20% di sconto eh.
 
Mentre torno a casa scopro che sulla copertina del timetable c'è un fumetto. Un omino vestito da pugile dice "I love my new timetable!", al centro un altro fa yoga, a destra uno col kimono, nell'atto di calciare l'aria, esclama "My studio Instructor is great!" (view your timetable online at www.lafitness.co.uk). Apro l'opuscolo, stampato con le pagine al rovescio tra l'altro, e mi si rivela un mondo di attività fisiche dai nomi improbabili: Body Attack, Dance Inspired, Body Conditioning...
 
Ci ho messo un pomeriggio per capire di cosa si trattasse. Un altro per pianificare qualche orario, dato che sono ovviamente scomodissimi. La mia domanda è: che sia una figa pazzesca anche senza fitness e in fondo non ne valga la pena?
 
Voglio tendere alla perfezione, dunque andrò. Per ora sappiate che fra the verde, birra e magico fluido Chanel ho una pelle di pesca. Vi aggiornerò al più presto sul six pack.
 
P.S.
Ad ogni modo, voi avete sentito quelli della palestra al telefono? Io no.
September 30

The perfect marriage

 
Lo so, dovrei raccontarvi di Londra. Della mia nuova casa a Edgware Road, con tante finestrine rumorose e pareti triangolari. Degli arabi che fumano il narghilè e vendono Nastro Azzurro (there is more taste to be italian, Laura docet). Del cielo incredibilmente sereno e luminoso, del freddo tremendo che già si sente e dei bambini in divisa scolastica che vedo tutte le mattine uscire da palazzine very posh.
 
Un'altra volta. Oggi devo parlarvi del mio matrimonio. Ebbene sì, ho scoperto di avere un marito. Citando Oscar Wilde, un marito ideale.
Il nostro è un matrimonio perfetto, che ve lo dico a fare... Io cucino, lui lava i piatti. Io mi inciprio il naso, lui naviga sul sito della BBC. Non trova la sua giacca, ovviamente io so dove l'ha lasciata. Dorme tutto il giorno mentre io lavoro, la notte mi tradisce regolarmente con amici di dubbia moralità. Rientra tardi e io lo accolgo con un sorriso assonnato. Dividiamo lo stesso letto senza fare sesso, chiaramente. Quando sta male io lo curo, quando sto male lui mi telefona (da casa degli amici di dubbia moralità). Mi bacia ogni volta che va e che viene. Io faccio lo stesso e lui mi ringrazia. Sua madre sta già pensando ai nomi dei nipotini. Cantiamo tenendoci per mano nella notte londinese. Impedisce che le macchine mi uccidano e mi apre i sacchetti trasparenti del supermercato. Ovviamente si incolla anche il peso dei suddetti, quando torniamo a casa. Qualsiasi cosa gli propini è una prelibatezza, però la modifica con strane salse quando io mi giro. Mi accusa di rubargli le coperte nel sonno, io mi sveglio ogni ora per controllare se sia vero. Mi chiama amore mio e un attimo dopo è sparito a comprare le sigarette.
 
Ritengo che sia un matrimonio riuscitissimo. La cosa triste è che domani se ne va e a me, tanto per cambiare, si spezzerà il cuore. Mi consola però la certezza di essere nel suo, come moglie, ma soprattutto come amica. Ed è la cosa più bella, una pura amicizia in una città come Londra. Si sa, gli amici restano. Ovunque siano, saranno sempre lì, in una cucina scalcagnata davanti a un bicchiere di vino e al fumo di un narghilè.
September 24

Wait for me...I'll be back!

 
Radio Globo non c'entra niente. E' solo per dirvi che scrivo poche righe, al più presto avrete qualche frizzante racconto. Per ora sappiate che lavoro (!!!) e che bevo. D'accordo, questa non è una novità. C'è di notevole che sono una vera inglese, però. Grandi ubriacature come quella di stasera, dopo un working hard, fanno di me una perfetta londinese. L'imperituro amore per Roma resta, comunque. L'ultimo weekend è stato breve ma intenso. Temo che l'amore sia solo lì, forse qui si può avere tutto rinunciando a questo, io non ci credo. Avrò il mio pezzo di Roma.
September 03

Il cielo stellato sopra di me e la legge immorale in me

 
Il titolo non c'entra assolutamente nulla con quanto sto per scrivere. E' solo che mi trovo in terrazza, con la splendida notte romana a farmi compagnia e la mia mente sforna queste cazzate.
 
E' ufficiale: la vostra blogstar preferita torna a Londra! Domenica mattina un aereo arancione la porterà lì, verso una nuova avventura in salsa cockney. Devo ammettere che, nonostante abbia avuto un po' di tempo per assorbire il colpo, continuo ad essere sorpresa da quello che è successo. Non me l'aspettavo proprio di andare ora, spesso mi suona strano, a volte persino sbagliato. In realtà, cercando di mettere da parte il mio lato piagnucoloso e cagasotto, so che è giusto, emozionante, ricco di stimoli e che, se non l'avessi fatto adesso, magari non l'avrei fatto più. Credo davvero che partire sia un po' vivere. E Londra non mi deluderà, non potrebbe mai farlo. Anche a febbraio mi era sembrato prematuro trasferirmi lì, avevo paura, temevo di perdere qualcosa di importante e di appena nato. Ebbene, non è stato così. Londra ha avuto un effetto devastante, mi ha fatto scrivere come non mai, conoscere persone incredibili e troncare un legame che, nella forma in cui era, non poteva esserci. Insomma, ho trovato me stessa lì e, tornata qui, ho trascorso un'estate strana ma sottilmente bella, fatta di Roma, una Roma come non l'avevo mai vissuta.
 
Io spero che Londra, oltre al luccichio e alle sue travolgenti novità, mi dia le stesse cose della prima volta: sentimento sempre più saldo con le persone care (parlo di voi), libertà da quello che non fa per me e, soprattutto, imperituro amore per Roma*.
 
*Volendo, basta leggere il nome di questa città al contrario per sapere che non potrà mai suscitare qualcosa di diverso
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