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    September 30

    The perfect marriage

     
    Lo so, dovrei raccontarvi di Londra. Della mia nuova casa a Edgware Road, con tante finestrine rumorose e pareti triangolari. Degli arabi che fumano il narghilè e vendono Nastro Azzurro (there is more taste to be italian, Laura docet). Del cielo incredibilmente sereno e luminoso, del freddo tremendo che già si sente e dei bambini in divisa scolastica che vedo tutte le mattine uscire da palazzine very posh.
     
    Un'altra volta. Oggi devo parlarvi del mio matrimonio. Ebbene sì, ho scoperto di avere un marito. Citando Oscar Wilde, un marito ideale.
    Il nostro è un matrimonio perfetto, che ve lo dico a fare... Io cucino, lui lava i piatti. Io mi inciprio il naso, lui naviga sul sito della BBC. Non trova la sua giacca, ovviamente io so dove l'ha lasciata. Dorme tutto il giorno mentre io lavoro, la notte mi tradisce regolarmente con amici di dubbia moralità. Rientra tardi e io lo accolgo con un sorriso assonnato. Dividiamo lo stesso letto senza fare sesso, chiaramente. Quando sta male io lo curo, quando sto male lui mi telefona (da casa degli amici di dubbia moralità). Mi bacia ogni volta che va e che viene. Io faccio lo stesso e lui mi ringrazia. Sua madre sta già pensando ai nomi dei nipotini. Cantiamo tenendoci per mano nella notte londinese. Impedisce che le macchine mi uccidano e mi apre i sacchetti trasparenti del supermercato. Ovviamente si incolla anche il peso dei suddetti, quando torniamo a casa. Qualsiasi cosa gli propini è una prelibatezza, però la modifica con strane salse quando io mi giro. Mi accusa di rubargli le coperte nel sonno, io mi sveglio ogni ora per controllare se sia vero. Mi chiama amore mio e un attimo dopo è sparito a comprare le sigarette.
     
    Ritengo che sia un matrimonio riuscitissimo. La cosa triste è che domani se ne va e a me, tanto per cambiare, si spezzerà il cuore. Mi consola però la certezza di essere nel suo, come moglie, ma soprattutto come amica. Ed è la cosa più bella, una pura amicizia in una città come Londra. Si sa, gli amici restano. Ovunque siano, saranno sempre lì, in una cucina scalcagnata davanti a un bicchiere di vino e al fumo di un narghilè.
    September 24

    Wait for me...I'll be back!

     
    Radio Globo non c'entra niente. E' solo per dirvi che scrivo poche righe, al più presto avrete qualche frizzante racconto. Per ora sappiate che lavoro (!!!) e che bevo. D'accordo, questa non è una novità. C'è di notevole che sono una vera inglese, però. Grandi ubriacature come quella di stasera, dopo un working hard, fanno di me una perfetta londinese. L'imperituro amore per Roma resta, comunque. L'ultimo weekend è stato breve ma intenso. Temo che l'amore sia solo lì, forse qui si può avere tutto rinunciando a questo, io non ci credo. Avrò il mio pezzo di Roma.
    September 03

    Il cielo stellato sopra di me e la legge immorale in me

     
    Il titolo non c'entra assolutamente nulla con quanto sto per scrivere. E' solo che mi trovo in terrazza, con la splendida notte romana a farmi compagnia e la mia mente sforna queste cazzate.
     
    E' ufficiale: la vostra blogstar preferita torna a Londra! Domenica mattina un aereo arancione la porterà lì, verso una nuova avventura in salsa cockney. Devo ammettere che, nonostante abbia avuto un po' di tempo per assorbire il colpo, continuo ad essere sorpresa da quello che è successo. Non me l'aspettavo proprio di andare ora, spesso mi suona strano, a volte persino sbagliato. In realtà, cercando di mettere da parte il mio lato piagnucoloso e cagasotto, so che è giusto, emozionante, ricco di stimoli e che, se non l'avessi fatto adesso, magari non l'avrei fatto più. Credo davvero che partire sia un po' vivere. E Londra non mi deluderà, non potrebbe mai farlo. Anche a febbraio mi era sembrato prematuro trasferirmi lì, avevo paura, temevo di perdere qualcosa di importante e di appena nato. Ebbene, non è stato così. Londra ha avuto un effetto devastante, mi ha fatto scrivere come non mai, conoscere persone incredibili e troncare un legame che, nella forma in cui era, non poteva esserci. Insomma, ho trovato me stessa lì e, tornata qui, ho trascorso un'estate strana ma sottilmente bella, fatta di Roma, una Roma come non l'avevo mai vissuta.
     
    Io spero che Londra, oltre al luccichio e alle sue travolgenti novità, mi dia le stesse cose della prima volta: sentimento sempre più saldo con le persone care (parlo di voi), libertà da quello che non fa per me e, soprattutto, imperituro amore per Roma*.
     
    *Volendo, basta leggere il nome di questa città al contrario per sapere che non potrà mai suscitare qualcosa di diverso