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August 21 Travolta da un londinese destino?La vita è una combinazione di magia e pasta, diceva il buon Federico Fellini. Ebbene, nella mia la pasta non manca mai e nemmeno la magia. A parte il fatto che sono una strega del tempo, ma non ho voglia di annoiarvi con questa storia, sto iniziando a credere che le mie cazzate abbiano il potere di avverarsi. Torno da Londra con un po' di nostalgia, mi dico e prometto a tutti che prima o poi quella città mi rivedrà, ed ecco sbucare un'occasione imperdibile proprio lì. Niente è ancora certo, come si suol dire non vendiamoci la pelle dell'orso prima di averlo preso, ma io, fedele alla mia tradizione, sto già facendo casino.
Vorrei vivere a Londra di nuovo, mi manca, è un posto fantastico dove si respirano giovinezza, libertà, stimoli, luccichio, lavoro...ma io sono una sciocca sentimentale e non sono pronta. Forse non lo sono mai, l'importante è partire senza troppi pensieri, però avevo appena accarezzato l'idea di essere a Roma, avevo lottato per Roma agguantando un lavoretto incerto, volevo stare ancora con voi e invece... Credo di non potermi permettere un rifiuto, se tutto andrà bene la mia valigia rossa sarà nuovamente piena e spiccherò un altro volo, ma mi si spezza il cuore, tanto per cambiare. Io sarei tornata lì a Natale, probabilmente, perchè ora? Perchè in questa città stupenda, il mio unico grande amore, Roma non ci sono occasioni che mi trattengano e mi possano concedere il lusso della scelta? Perchè non posso decidere quando e se andarmene? Non è con l'infelicità che partirò, in caso, accetterò questo come un dono e vivrò quanto di bello la nuova avventura potrà offrirmi, ma la realtà è che mi sento una pallina in un flipper, travolta dal destino e costretta a correre più di quanto vorrei. So che sono meno scema di come dichiaro, ho rifiutato Milano, ho lasciato Londra quando era il caso e sono in grado di prendere decisioni epocali con sorprendente rapidità, quindi dovrei sentirmi padrona del mio destino (come il film che ha segnato la mia adolescenza e i miei sogni libertini), ma sono anche una gran cagasotto.
E poi, c'è da dire che il mio tallone d'Achille sono sempre le storie d'amore. Dovrei ritenermi una pallina da flipper fortunatissima, perchè nonostante i miei colpi di testa, i miei cambi di stato per sfuggire o inseguire le mie passioni, non sono ancora disoccupata. In un'epoca come la nostra, una persona sconsiderata come me che trova lavoro è davvero uno scandalo. Dovrei star zitta e ringraziare.
Vi farò sapere le novità. Nel frattempo ringrazio. Ma continuo a farmi anche battere il cuore, perchè se non mi innamoro almeno un po' non sono contenta.
Alla faccia di ballo ballo senza respiro e della Carrà (http://www.xs4all.nl/~asware/canzoni/lyrics/balloballo.htm) August 11 Dalla Calabria con amoreUn breve post al sapore di peperoncino piccante, solo per dirvi che non sono io che vado dal porno ma è il porno che viene da me...
Ho trascorso una decina di giorni in terra calabra, dove, oltre a darmi ad intense sessioni di acquagym e sole, sono incappata nelle mie solite avventure scabrose. Mi amate anche per questo e io non vi priverò del racconto. Udite udite miei fedeli lettori:
1) La minaccia che viene dal mare
Una giovine e procace fanciulla si è appena immersa nel mare cristallino, pronta a sferrare micidiali calcioni alla boa per tonificarsi i glutei (g.a.g. non va in vacanza), quand'ecco che un vecchio, ma vecchio suonato, la punta e nuotando stile coccodrillo si avvicina. Cappelletto della Folgore, occhialazzi da sole e sorriso marpione, inizia a interrogarla su tutte le ramificazioni dell'albero genealogico, come si usa nel sud (il mio nome è Aragorn, figlio di Arathorn, nipote di Isindulf...). La giovinetta risponde paziente, "credevo fosse il solito famiglio rincoglionito, invece era un vecchio porco rincoglionito": il pederasta, dopo averla complimentata a dovere ("sai che sei meravigliosa? se non lo sai te lo dico io") e avere affossato l'autostima di lei ai minimi storici per questo, propone una nuotata al largo. La ragazza declina.
La madre, invece di consolarla, la deride al racconto di questa molestia, ricordando i tempi della propria giovinezza in cui veniva abbordata solo da fanciulli. "Se vede che so le stesse persone", commenta caustica la figlia in tutta la sua dignità offesa.
La nonna, ben più mondana, osserva, a proposito del vecchio, un "evidentemente da sua moglie non ottiene niente". La madre, figlia della nonna, fugge scandalizzata.
2) Souvenir mon amour
La Castella, angolo di paradiso più volte fotografato su questo blog, acque limpide e fondali variopinti. Ore ammollo o appollaiata stile sirenetta su uno scoglio a prendere il sole. Un magico negozio di souvenirs, dove una giovine e procace fanciulla, l'aitante e muscoloso cugino, un ragazzino petulante e la madre della ragazza fanno una puntata. Depistando la curiosità del ragazzino, il nerboruto cugino indica alla pulzella "degli oggettini davvero carini". Lei guarda e ammira: fischietti di forma fallica, inquietantemente rosati e ruvidi, con tanto di cartellino "se mi vuoi fischia/if you want me whistle". Commossa, la fanciulla pensa di prenderne uno per la sua amica Elena, famosa per la canzone "eeeh, il cazzo èèè" (di cui non vuole dichiarare il seguito), ma pensa che la sua amica Elena, nota anche per essere parecchio iraconda, se poco poco je gira male glielo tirerebbe dietro con improperi, piuttosto che farsi una crassa risata. E il "poco poco" è un rischio assai concreto, quindi niente souvenir per questa volta.
A Elena tutto il mio affetto, a voi un w la...w la...sincerità!*
*Chiedete a lei per delucidazioni sullo slogan
August 02 Gioco d'azzardoDegli ultimi due weekend, per fair play, non posso parlare. Di come ho lottato per Roma, sì però. Rischiavo di finire nuovamente a Milano. Con un lavoro che non amo, in una città che detesto cordialmente e piena di ricordi dolorosi. Avevo una piccola chance di rimanere qui e me la sono giocata tutta. E' andata bene. Non so cosa succederà, ma per ora sono salva. Alla maniera degli antichi romani, dentro di me si è formata una testuggine compatta che mi ha permesso di resistere a quello che sembrava un destino beffardo e di volgerlo in mio favore. Non potevo andare via ora. Qualcosa inventerò per la mia vita, ma per adesso ho scelto con il cuore, come sempre forse.
E poi, io dico, perchè andare forzatamente in una città dove vieni accolto da pubblicità tipo queste:
1) faccia da siciliano e slogan "voglio farmi una milanese"
2) faccia di una vecchia e slogan "voglio farmi fave e piselli"
Il tutto per un robot da cucina. Credo di poter restare un po' qui... |
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