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June 30 One face, one raceE' sempre un piacere farsi spezzare il cuore. Specialmente adesso che ne vale davvero la pena. Un raffinato amore impossibile come questo non mi era mai capitato, e se dal un lato sono terrorizzata all'idea di non incontrare mai più un uomo così ("dimmi quando tu verrai", mi cantava), dall'altro sono felice perchè mi scopro innamorata di un vero figo spaziale. Tali sono le altezze del mio astro, che ahimè non è fatto per esser vero ma per rimanere nel sogno, per essere una dolce memoria che spero mi sia da guida in futuro, verso amori possibili ma affascinanti come lui, per cui ci si può permettere il tubino nero con rose artistiche di vernice bianca.
I miei amici, compresa la serpe in seno, hanno condiviso alla grande questa mia passione e ne vado molto fiera. Una menzione d'onore devo darla a Leonora, che per stare dietro alla perfida Albione è incorsa in una serie di disavventure, stamattina: svegliarsi mettendo i piedi nella pipì del suo adorabile pechinese, che a quanto pare le orina in camera ogni volta che lei dorme dai suoi, e trovare il letto inagibile dopo essere tornata dalla doccia post-pechinese. Questo è quello che capita a chi mi dà retta.
Il cielo, comunque, se mi ha messo di fronte un ostacolo tremendo, ha voluto , però, favorirmi nell'atmosfera: ieri ho parcheggiato a Trastevere (!!!).
Ho bevuto un mojito che avrebbe steso un cavallo e sono tornata finalmente al Gianicolo, dove stavolta non mi sono fatta fregare in quanto a scatti meravigliosi. Del resto, il primo amore mi regalò la luna, questo secondo mi ha portato il sole, come avrei potuto lasciarmelo scappare?
E, magia, è comparsa una macchina di coatti chic con Lando Fiorini e altri cantanti romani veraci...decisamente tutto troppo bello, per essere vero. June 02 Il viaggioAnche il primo capitolo londinese si sta chiudendo. Non credo che sia un addio, io e questa città abbiamo ancora molte cose da fare insieme, ma per ora ci salutiamo.
Ricordo quando sono partita: l'aereo arancione di EasyJet, il cielo azzurro, l'aria frizzantina e pulita. Le mie valigie che scoppiavano e il mio cuore pieno di sogni e di curiosità.
Ed eccomi qui, con fin troppe risposte a tutte le mie domande, con avventure che non avrei mai immaginato di vivere e fantastici vestiti nuovi (quelli non sono mai troppi o inaspettati). Se Roma è il mio unico, grande amore, Londra è l'amica con cui bevo il the, vado a ubriacarmi e mi faccio truccare in un grande magazzino. Da quando avevo quattro anni e giravo per la capitale inglese indossando un grembiulino plasticato di Snoopy (sono sempre stata originale nei miei acquisti) ho sempre saputo che avrei vissuto qui, prima o poi, e alla fine ce l'ho fatta.
Penso che le persone siano molto esigenti, nei confronti di Londra. Ascoltando le esperienze di coloro che ho incontrato, ho avuto l'impressione che ognuno di noi si aspettasse grandi cose da questo viaggio. E Londra, secondo me, non ci ha deluso. Qui sembra esserci davvero tutto, e alla massima potenza.
Quello che sento io è che questa città è profondamente viva. Più che altro, mi sembra che non dorma mai. E' come se ti chiamasse, di continuo, perchè qualcosa di imperdibile sta accadendo, e tu devi esserci per forza. E corri, qualsiasi cosa tu stia facendo, corri.
Nel giro di pochi giorni mi sono trovata a comprare focaccine al burro, a fumare narghilè e a portare un rimmel azzurro cielo. Ho confermato la mia sensazione che gli scoiattoli, in fondo, siano dei topi con la coda piumosa e sono scappata ogni volta che mi inseguivano, salvo poi ammirarli da lontano. Ho preso aerei nel cuore della notte per rivedere la mia amata Roma, ogni tanto, e fuggire dal freddo e dal cielo grigio. Ho visto la neve ad Aprile, i salici piangenti spruzzati di bianco e i boccioli sugli alberi che sembravano dei batuffoli. Ho mangiato le schifezze più strane, negli orari più improbabili, come le patatine al miele e roasted chili. Ho scoperto che qui non c'è mai profumo. Sempre e solo quell'aroma, neanche cattivo comunque, di burro e cipolla. Nemmeno quando piove si sente l'odore, e i fiori non sanno di niente.
Sono riuscita a farmi spezzare il cuore lo stesso e a sentirmi viva per questo.
Una persona diversa da me, più concreta, più saggia, avrebbe pensato principalmente a costruirsi una carriera. Rimarrebbe qui ora, fregandosene di tutto, e si darebbe da fare in qualche modo.
Io sono una sentimentale e me ne torno a Roma. E' probabile che a settembre io sia di nuovo qui, ma ora "mi dispiace, devo andare". Lo faccio senza rimpianti, felice di questa esperienza. Mi congedo in grande stile, mi aspettano ancora due settimane in cui calcherò un tappeto rosso indossando uno splendido abito di seta stampata, mi lancerò in folli danze e, chissà, andrò anche sulla London Eye, dicendo addio a un sogno che purtroppo non può avverarsi.
Essendo la solita spudorata, non mi vergogno di sbandierare la mia passione per Via col vento e di sentirmi come Rossella quando torna a Tara. Non c'è nulla che in questo momento io voglia di più che rivedere Roma, guardarla dall'aereo quando arrivo, bearmi delle sue luci e sentirmi inondare da quel profumo che ti riempie il cuore. Voglio poter pensare di non essere costretta ad andarmene, di poter scegliere cosa fare nella mia vita e di potermi fermare un attimo. Voglio stare di nuovo con voi, andare al mare (rigorosamente scrivendo ciulare sulla sabbia) e mangiare le more a Villa Ada.
Invece di citare Seneca, chiudo con una banalità molto più cheap questo post non particolarmente speciale. Ecco a voi l'Ikea-pensiero: "Travel is a means to an end. Home".
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