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April 21 Sigmund, Sigmund...April 16 A Bug’s life (Wendyminimondo)La casa è invasa dalle formiche, è ufficiale. Da quando Mamo se ne è andato (e non ritorna più) lasciando una stanza sfitta, la padrona di casa avrà ritenuto opportuno cederla al primo che si fosse presentato con un po’ di grana. E si sa che le formiche sono grandi risparmiatrici, le fiabe ce lo insegnano.
Rimanendo in tema favole, io e Artur abbiamo deciso di trasformarci in Cenerentole e dare una bonificata generale all’ambiente, nella speranza di scoraggiare le gentili ospiti trasformando il Regno delle Briciole (e delle sorprese nel bagno, non dimentichiamocelo) nel Regno del Lindo. Domenica, perciò, abbiamo pulito tutta la casa! Beh, Artur ha pulito, ripassando anche quello che avevo fatto io, il mio ruolo è stato più - come dire – “manageriale” (ho spruzzato il deodorante al cesso, per esempio, qualcuno deve pur curare i dettagli). Il risultato comunque è stato ottimo: per ben 5 minuti ogni cosa luccicava, splendeva, profumava…poi sono tornate le formiche, evidentemente hanno gradito anche loro.
I due leocorni francesi sono rimasti a ciulare in camera, per chi fosse interessato.
Ma passiamo alla mia frizzante vita mondana, perché Cenerentola, dopo aver ramazzato, va anche al ballo
Anche nella lietezza, però, si nascondeva in me una punta di nostalgia per quei festini da drag queens che siamo soliti dare noi, fra cappelli da strega, parrucche pazze e discorsi assolutamente indecenti… E’ incredibile come, quando si è fuori, la propria casa diventi un luogo fatto di sola dolcezza e di incomparabile perfezione. Nel momento in cui mi abituo, riesco ad essere serena anche qui, ma Roma non mi abbandona mai del tutto, in fondo. Lo so di chi è la colpa, comunque: della pubblicità dell’Ikea! Questi svedesi bastardi mi scrivono “Ikea. Home is the most important place in the world” sui manifesti nella metro, mentre vado in ufficio, ed ecco che comincio a lacrimare. Lo trovo un po’ subdolo e manipolatorio (e lo dice una che vorrebbe fare la copywriter). Sabato, ad ogni modo, sarò di nuovo da voi! Ormai ho imparato, so cosa mi aspetta: il mio cuore si riallargherà per un attimo, e quando tornerò qui andrà in pezzi, ma poi, dopo pile di scones, scarpe di TopShop e corse nei prati mi riprenderò. Del resto, sono qui per lavorare, ho un nobile scopo, io.
Lunedì, a questo proposito, eccomi in un trendy bar di Covent Garden davanti alla mia prima recruiter e ad un bicchiere di vino rosé. Se ero tesa? Ero terrorizzata: sono sempre stata un disastro nei colloqui di lavoro, figuriamoci in quelli in inglese. Eppure, i miei timori si sono rivelati infondati: ha detto che ho un ottimo vocabulary e manco l’ombra di accento italiano. Era tutta un sorriso e una chiacchiera, quand’ecco che è sbucata la fregatura… Mi ha proposto una fantaaastica occasione in una graaande agenzia di new media, che consisteva in un bel mese di prova, aggratis. Yuppy doo! Anzi, Yahoo! (Lo so che fa cagare come freddura, ma passatemela, visto che siamo in tema e sono disperata)
Dulcis in fundo, conosceva anche il mio fidanzato, così ci siamo potute congedare con tanto di smack smack sulla guancia e sgambettata sui tacchi, in opposte direzioni. Allegrotta per il vinello, me ne son trotterellata a casa, da Artur e dalle formiche. The Good, the Bad and the UglyOvvero, le mie storie d’amore. Ho passato 9 anni col Brutto, mi si è spezzato il cuore per il Cattivo, che ora sia (finalmente) la volta del Buono? Ho stranamente incontrato, nonché sedotto e accalappiato, un giovinotto dall’animo gentile (e dalla sostanziosa virilità, direbbe Matreee), intelligente, simpatico e pazzo di me. La cosa veramente incredibile è che non mi sono ancora rotta i coglioni. Udite udite: lui non mi maltratta e io continuo a starci! Devo essere impazzita.
In tutte le migliori love stories, comunque, c’è una parte di dramma. Non potendo imputare a lui i patimenti, stavolta i cattivi sono impersonati dalle autorità britanniche che gli negano il permesso di venire qui, da me. Le prossime puntate si faranno davvero emozionanti, dal momento che ora lo vedrò, e poi chissà. Tornerò a Londra col cuore infranto e con una valigia piena di pasta.
Non mi rimane che aspettare con ansia lo sbocciare delle “Keep Smiling”, e affidarmi alla nostra saggezza popolare: se son rose, fioriranno. April 06 Let it snowVoi al sole? Io gioco a palle di neve...
Pomeriggio nuvoloso? Qui torna di nuovo il cielo azzurro e si scioglie tutto.
Vedere le nuove foto per credere! April 01 Il bagno dei misteriMia folla di adoranti e urlanti fans (un altro modo per dire amici),
in me ci deve essere qualosa che non va. Ovviamente non mi riferisco al modo in cui vi ho appena appellato, non provate neanche a concepire un pensiero tanto malizioso.
Rifletto, invece, sul mio today afternoon. Rincaso con l'intenzione di correre e mi stravacco sul letto depressa, pensando al lavoro. Decido di passeggiare (fa sempre bene) al parco e passo in farmacia, dove credo di trovare la risposta a tutte le mie domande più angosciose: una bilancia! Avevo anche pensato, per la cronaca, di omaggiare questo splendido appartamento comprandone una, ma la spesa, il trasporto e la ricerca su internet per tradurre il peso da libbre a kg hanno subito convinto la mia pigrizia ad andare in farmacia una tantum. Entro gagliarda nel negozio fortunatamente deserto e leggo: 20p. Bene, in tasca ho solo inutili banconote, per il valore di £ 50, in caso mi fossi imbattuta in un casalinghi dove comprare una scopa. Che fare? Proseguire incurante e allegra verso il parco, oppure volare a casa a prendere i 20p? Noi donne, si sa, siamo impareggiabili nel masochismo. Devo, devo sapere quanto stanno fruttando le mie fatiche, le mie privazioni, il mio rigore. Ebbene, ho pagato 20p per avere una risposta degna di un film horror. Il tempo di salire, leggere e catapultarmi giù soffocando un urlo di sgomento. Niente trucchi, ho anche impostato i kg, manco posso appellarmi a qualche magia aritmetica che mi consenta di dividere quel numero per 1000, diciamo. E hai persino pagato 20p, "20, piccoli, magnifici penny da donare in banca", canta il mio cervello scimmiottando la scena dei banchieri in "Mary Poppins". Me ne vado incazzata verso Regent's Park, riflettendo su quanto giubbotto, scarpe da ginnastica, chiavi di casa e rifiuti organici da smaltire possano aver inciso sul risultato finale.
Ah, la natura! Che effetto tonico hanno sull'umore un roseto pieno di germogli "Nostalgia", "Royal Savoy", "nome fichissimo che vi dirò appena l'avrò ricordato", panchine dedicate ad anime belle legate al parco, un laghetto immerso in un giardino in stile giapponese, con ponticelli, colline rocciose e salici piangenti. E io che ho scordato la macchina fotografica! Faccio tre volte il giro del lago, con l'idea di tornare a casa a prenderla, ma la recente esperienza dei 20p mi insegna a non ripetere lo stesso errore e concludo che perderei la luce del tramonto. Essendo conciata come una rapper in total black, il vedermi fare scatti nervosi in tutte le direzioni mi avrà sicuramente fatto identificare come la serial killer di Regent's Park.
Già che ci addentriamo nel losco ambito della cronaca nera, posso finalmente annunciarvi che il mistero del bagno è risolto!!! So che mi pentirò di aver scritto quanto segue, quando sarò ricca e famosa e gli editori di chick lit, i giornalisti e i nuovi fans andranno a spulciare il mio blog (quest'idea che le scrittrici di chick lit siano ricche e famose, poi, non so sa dove mi venga, dato che l'unico esempio degno di nota è Sophie Kinsella e stop), ma ancora godo dell'immunità della (quasi) sconosciuta e ne approfitterò. Ebbene, per quanti di voi (sì, ce ne erano) che stavano seguendo l'appassionante fiction "Di chi è quello stronzo nel bagno?", sottotitolata "Le gioie della convivenza multinazionale", oggi, finalmente, la risposta: il colpevole è...il francese!!! Ho validi indizi che suffragano questa conclusione: Arthur è partito, io e Mamo eravamo al lavoro (Mamo, inoltre, tira fuori dei gran bestemmioni quando fa queste scoperte nel bagno, il che fa pensare o ad una raffinata tattica di depistaggio, o alla sua estraneità ai fatti), a casa c'erano solo i due leocorni. Da un veloce, causa il materiale in oggetto, esame delle dimensioni credo di poter attribuire la paternità del "reperto" ad un individuo di sesso maschile: ergo, le français. A questo punto, il premio che ho vinto per la mia brillante indagine è il poter urlare "merde!" al prossimo, spero lontano, ritrovamento.
So da chi ho preso. La follia si tramanda geneticamente: mi ha scritto mia madre che le è sembrato di aver trascorso il weekend con me, dal momento che mi ha contattata via skype per cazziarmi.
Notte, tento di farmi almeno 7 ore di sonno, sennò secondo Yahoo sono destinata ad ingrassare*. E, visti i recenti avvenimenti, non mi sembra proprio il caso.
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