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February 28 I vestiti nuovi dell'imperatriceLo giuro, non volevo. Vostro Onore, a mia discolpa posso dire che intendevo "solo" comprare un piccolo gel illuminate da Benefit, ma quando sono uscita dalla metro me lo sono trovato davanti, maestoso, scintillante, gremito di donne che sciamavano come api sul miele: Topshop!!!
Mi sono detta che avrei fatto solo un rapido giro, è andata a finire che ho perlustrato i tre piani, vagando come ipnotizzata fra gli abiti e le scarpe più belle del mondo...per non parlare degli altri accessori: borse, calze, gioielli! Mi sentivo come una pallina in un flipper, andavo su e giù caricandomi di quanta più roba le mie braccia potessero contenere, chiedendo alle commesse "can I pay upstairs/downstairs?", perchè non riuscivo a decidere di fermarmi e pagare.
Ho provato di tutto: lingerie rossa a pallini, una gonna scozzese con un enorme fiocco sul culo e un micro gilet nero (come "cavigliera" era perfetto). Ho lasciato con dolore, causa prezzo salato, un bellissimo maglioncino a pois con una spilla fatta di bottoni a forma di cuore. Ero in preda ad un sentimento mistico, mi sono dovuta trattenere dal correre urlazzando come una gallina impazzita, forse la security mi avrebbe fatto allontanare...
In compenso, però, ho scattato una foto. E' mossa, avevo la mano tremante dalle grucce appese al mio polso, scusate
Quando il sogno è finito, mi sono ritrovata alla cassa con un delizioso maglioncino nero (maniche a palloncino e bottoni sul davanti), una gonna grigia con arricciatura sul culo, un fantastico vestitino rosso a fiori bianchi e due paia di calze: nere a quadri e verdi petrolio a rete. E il tocco di classe è stato il 10% di sconto, grazie alla mia tessera della mensa ADISU (risalente al 1998), che mi fa svoltare in musei & co da lustri, ormai.
Che dire se non...shopaholic abroad!!!
See you February 26 Caffè, tè, me? Meeting the clientEccomi qui, camicetta bianca con inserti in pizzo e vezzosa cravattina nera, ad un’altra riunione con un cliente. Solo che stavolta si è svolto tutto a Londra, in inglese! Abituata a fare la velina a Milano, sono rimasta sorpresa di aver partecipato di più a questa. I miei interventi, modestamente, sono stati di gran classe: ho esordito con un “would you prefer still water or sparkling?”, per poi, parlando di pubblicità di cosmetici, aggiungere un “banners would be great for this, it is so important to see the colours”, e ho concluso, all’interno di un discorso sulle nuove frontiere dello shopping, con un bel “Oh, I’ve read in a book about something like that… (e il book in questione era “I love shopping in New York” o “Shopaholic abroad”) Direi proprio che come inizio non c’è male. Mi auguro solo di capire, nelle prossime ore, che razza di lavoro dovrò fare, sono sicura che sia un dettaglio importante. Ad ogni modo, buona la prima! Talking about money, tutto il mondo è paese. Parlare di soldi è un argomento che va di moda ovunque, noto, ma ho percepito alcune differenze interessanti rispetto a Milano. L’abbigliamento, in primis, serioso e uniforme nella città lombarda, completamente folle, a volte, qui: il tizio in questione indossava una camicia rosa acceso, con tanto di cravatta coordinata a righe blu e fucsia. Se pensate che era il fratello indiano di Mastrolindo, potrete capire l’effetto. Il tono generale dell’incontro, inoltre, è davvero curioso: a Milàn discutono di denaro con aria furbastra, qui con dei sorrisi accattivanti, come se stessimo ad un picnic. Del resto, sempre di dividersi una “torta” si tratta. Chissà se sono tutti così, o solo questo simpaticone di oggi. Magari i prossimi saranno più sullo stile “My Twinings, please”, chi può dirlo? So che ho un po’ di tempo per scoprirlo, e per frullare il tutto nel cocktail della chick-lit. E, quando sarò ricca e famosa, altre giovini in camicia bianca (non so se saranno così trendy da scegliere anche la cravattina nera) si riconosceranno in me e mi citeranno alle loro riunioni di lavoro, forse. Quel che è certo è che io, allora, sarò mollemente adagiata su una sdraio…
Kisses and hugs! February 25 Laundry ServicePrendo in prestito il titolo di un album di Shakira, avendo in comune con lei il fisico mediterraneo e una certa avvenenza...non trovate? Bene, dopo la sparata iniziale il ghiaccio è rotto e possiamo tuffarci in una nuova avventura di "Tacchi alti e tazze da tè" (sto provando i possibili titoli per il libro londinese). Il weekend è andato benissimo: sabato mattina mi sono svegliata, senza rumori di caldaie, nella pace di Silvana's Mansion (altrimenti detto Wimbledon Park), dove la giornata è cominciata very healty: colazione light e un'ora di acquagym in una piscina lussuosissima! Offrivano asciugamani, shampoo, shower gel e crema corpo, ovviamente dopo la sauna e il bagno turco (purtroppo l'idromassaggio era in manutenzione). Dopo questo momento fitness (quanto mi mancava la mia piscina, che felicità sguazzare ancora!) abbiamo assunto una piega meno healty e decisamente più luxurious: focaccine al formaggio e cipolla calde, chicken and mushrooms pie (non mangiatela mai in metro), tramezzini al salmone e, soprattutto, shopping sfrenato! Beh, l'intento era quello, visto che metà del mio risicato guardaroba era da lavare, ma in realtà sono stata assai parca, ormai sono una donna matura. Mi sono limitata ad urlazzare davanti alle vetrine di Liberty, che potete ammirare nelle foto (che ne pensate di quel terzetto lesbian? Io darei una menzione d'onore a quei copricapezzoli glitterati) e a comprare un fantastico rimmel azzurro cielo da B (never too busy to be beautiful), la sorella fashion di Lush. A Covent Garden ho visitato la mia Tea House, che non delude mai ed era piena di delizie (ho scelto tè alla cannella e alla mandorla, provati entrambi, very tasteful). Passando per Chinatown ho scoperto che questo è l'anno del Topo, devono averlo saputo anche i topini di città, che hanno pensato bene di farsi qualche corsetta nell'underground. Attimi di puro terrore!!! E delle matte che li fotografavano pure!!! Ci mancava solo che qualcuno chiedesse loro consigli di cucina, sperando di essersi imbattuto in Remy di Ratatouille, e saremmo stati a posto. A cena, nella mia magione, ho sperimentato la prima pasta integrale a Londra...non male! Ho trovato anche il modo di addolcire quello yogurt da donna che ho comprato, mescolandoci raspberries and blueberries (da vera hobbit grasso), rendendolo un dessert interessante... Night time: houseparty nel flat di un movie producer! 'Na vera palla, direi. Siamo passate a un club dove si ballava, in cui una ragazza con lo stesso cappello di Mamo trascinava tutti sulla pista, in modo tanto simpatico quanto perentorio. La vera avventura è stata tornare a casa: i notturni ci sono, ma capire dove prenderli è una bella impresa, fra bus stops scambiate e lavori in corso... Ho aspettato talmente tanto, al freddo e al gelo, che il mio bus era davvero chiamato desiderio. Quel vento gelato mi faceva pensare, per rimanere sempre in tema di classici, che "a qualcuno piace caldo". Mi mancava molto il mio caloroso "ragazzino". In queste situazioni, e non solo, è un rifugio davvero piacevole... Oggi, pur rincoglionita com'ero dal rientro alle 5, mi sono alzata di buon mattino e mi sono dedicata alla laundry, non avendo sostituito i miei capi di abbigliamento con altri nuovi. Seppur aiutata, il risultato è stato ottimo e mi sento molto fiera di me. La mia prima lavatrice!!! Ovviamente, forte di questa recente expertise domestica, ho proposto al mio ragazzino di mantenermi (io regina della casa, lui uomo d'affari), ma ho ricevuto in risposta un "mia furbina..." Voi che dite, è un sì? Non solo io ho scoperto una nuova skill, nel pomeriggio ho ricevuto, a sorpresa, una chiamata su skype da mia madre! E' riuscita a installarlo e chiamava a gran voce mio padre (che dormiva e quindi si è incazzato), urlando "vieniiiii, c'è Wanda nel computer!!!" Già che c'eravamo, ho completato la sua istruzione informatica facendole programmare il videoregistratore, seguendo le mie indicazioni a distanza (non posso certo perdere Desperate Housewives). Un successo, faticosamente conquistato. E ora eccomi qui, semidraiata sul mio letto (sozzo, ora che so come si lava lo cambierò assolutamente), dopo una cena a base di salmone al pepe e riso speziato (ho toppato clamorosamente le dosi e ne è avanzata la metà), che vi scrivo... The show must go on! Commentate, commentate, commentate, se non volete veder minata la vostra membership, sapete che The Owner è un po' cattivo! Ma, come tutte le donne, incoerentemente vi auguro la buonanotte...
February 20 Oh, darling...London calling...troppe cose da fare, e io all day long in ufficio a cazzeggiare. Il mio pass da visitor mi costringe ancora a fare il giro lungo, permettendomi di notare come gli inglesi siano compiti sul luogo di lavoro e cafonazzi in metro. Quando sono in agenzia è tutto un "prego, passi lei", uomini che aprono le porte, che usano il loro badge per farmi fare una scorciatoia, poi prendo la tube e sono travolta da spintoni irriguardosi se, malauguratamente, intralcio la traiettoria di qualcuno. Mah, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, forse.
Il momento che preferisco, però, è quando torno a casa. Lascio il cartellino a un security man che risponde sempre "ooohhh...lovely, good idea darling, have a nice night" (ogni volta soffoco una risata) e mi immergo nel controesodo dei lavoratori, inspirando quel misto di odori di burro e cipolla che per me vuol dire Londra. Un bel po' di giravolte nell'underground ed eccomi arrivata. Nel mio flat, nonostante la sgarrupatezza, c'è un senso di calore, dato non solo dalla caldaia a manetta (il cui rumore mi provoca strani sogni la notte), ma soprattutto dalle persone che lo popolano. E' piacevole fare due chiacchiere davanti a un toast o a una tazza di the, lavare i piatti e poi sentire, dalla mia camera, la discreta tv di Arthur o i canti a squarciagola di Mamo. Gli unici a non comparire mai sono i due francesi (solo non si vedono i due leocorni), ma si sa che popolo di sciovinisti non mente.
Spero solo di trovare un lavoro, voglio godermi questa città il più possibile, ora che finalmente sono qui. E quando arriverà lui sarà tutto perfetto.
Good night my friends...
P.S.
Questa casa, come le tipiche inglesi, è piena di elettrodomestici: un tostapane, una griglia per i toast, un bollitore per il the, un microonde, un forno elettrico, una lavatrice e, naturalmente, un frigorifero. Il tutto in uno spazio minuscolo, e ce ne fosse uno che sapevo usare. Ma sono già a quota 2 (bollitore e griglia) e nel weekend conto di scoprire la lavatrice. Che spasso! Mi sento, con le dovute differenze, come nella villa di Barbie. Sarà che anni da non regina della casa (leggi=sfaticata) mi hanno rincoglionita? February 19 The cityDear friends,
oggi vi propongo il racconto del mio primo, surreale, giorno nella city...
L'ufficio è in un mega palazzone di vetro, immerso in un contesto strafigo con vista spettacolare sul Tower Bridge e la Torre di Londra.
E' immenso! Ospita varie aziende e io, che ancora non ho il pass personale (sì, ci sono gli omini patinati della reception!!!), devo fare un giro lunghissimo per andare al cesso o a farmi un the, ma ne vale davvero la pena: c'è un'ampia scelta di bevande e di tazze di ceramica e, durante le mie peregrinazioni nei corridoi, ho spizzato a destra e a manca in ogni stanza, assistendo a delle scene alquanto pittoresche. C'erano gruppetti di 3 o 4 persone in riunione che guardavano slides proiettate, donne che sostituivano le sneakers da ginnastica con scarpe taccate, signori con le gote rosse e ragazze indiane che camminavano felpati... Mi sentivo come Melanie Griffith in "Una donna in carriera", forse potrei bussare da Lucio esordendo con un "caffè, tè, me?"
Devo dire che ho compreso perchè gli inglesi definiscono i milanesi così come loro definiscono noi romani: cazzoni, very friendly e pigri lavoratori. Qui sono tutti di una serietà incredibile, pranzano davanti al pc e non si sente volare una mosca. Ci credo che, al confronto, un ufficio milanese sembri divertente. Sicuramente un english man, poi, non percepirà l'accento milanese, il che significa già tanto.
Io, comunque, come al solito non mi sono fatta traviare e ho mantenuto il mio animo sfarfalleggiante. Mi sono solo trattenuta dall'appiccicarmi al vetro per fotografare la view, suppongo sarei sembrata una pazza. Mentre vorrei tanto riuscire a combinare qualcosa di buono in questa città, magari mantenendomi pure, che non guasta mai...
Popolo di saccopelisti (il mio letto è a mezza piazza), venite a trovarmi, mi mancate molto!!!
Your Wendy Angela Darling (waiting for her Peter Pan) February 16 London BridgePopolo di navigatori (e di poeti), eccomi qui a narrarvi le prime avventure londinesi!
Dopo aver aperto i rubinetti fino a stamattina, mi sono decisa a chiuderli per un po' e a godermi la city... La giornata è stupenda, sole e cielo terso, freddissimo ma piacevole. La casa è un mezzo cacatoio, ma bagno e cucina sono puliti, il che è più di quanto mi aspettassi. Anche qui ho avuto i miei angeli custodi, nelle persone di Mamo e Silvana, che mi hanno già aiutata con quella Aunt Scrooge della padrona: un vero personaggio! E' arrivata a batter cassa, ci ha provato col dire che mancavano soldi, non voleva farmi una ricevuta e mi ha ansiosamente pressato sui bonifici per i prossimi mesi...che tipa! A parte questo sta andando tutto bene: ho persino preso il tè delle 5 come una vera inglesina e domani farò un bel giretto a Brick Lane
Hugs and kisses
February 15 Core de sta cittàEccomi qui, pronta ad aggiornare il blog con tante belle foto dei momenti trascorsi con voi... Un po' nostalgico come incipit, ma ormai lo sapete che quando parto ho la lacrima facile
Pensare che Milano sembrava così lontana, qualche mese fa, mentre ora mi sembra ad uno sputo in confronto a Londra. Spero, però, che per voi la nuova città sia di maggior appeal, non fosse altro per i low cost, ben più abbordabili dell'eurostar e che veniate a trovarmi
E' strano: il sogno di una vita si avvera, la mia seconda città preferita è alle porte e io mi cago sotto. Forse è normale, all'inizio, ma ho così paura di non essere ancora pronta per questa esperienza che mi chiedo se ne varrà davvero la pena, cosa troverò lì. Quel che è certo è che vi porterò con me, ho imparato da questi viaggi che l'affetto sincero resiste a tutto e può davvero colmare le distanze. E, come ha detto qualcuno la sera di Capodanno, quando finalmente tornerò vi ritroverò qui, i nostri divertimenti non saranno cambiati, ma voi forse avrete una Wanda migliore, un po' più ricca di esperienza e matura (ovviamente sempre 23enne).
L'augurio che vi faccio è di continuare ad essere chi siete e a godervi la nostra bellissima città, io mi impegnerò ad essere ancora più stella brillarella
See you soon, vi voglio bene February 07 About a girl (supercalifragilistichespiralidoso)Zia Wendy la più fica, zia Wendy: la regina dei ragazzini!
Chi ha visto "About a boy" coglierà la citazione nascosta in questo folle esordio, nel frattempo io vi racconterò di come, ieri, abbia trascorso un magnifico pomeriggio in compagnia di Leonora e Diana. La cosa più spassosa è stata che, nonostante la piccola sia una copia della madre, tutti pensassero che fosse figlia mia
Comincio a chiedermi se non debba intonare "la pillola va giù" (e qui i doppi sensi si sprecherebbero, in materia di bambini) o "supercalifragilistichespiralidoso", volando appesa ad un ombrello
A parte gli scherzi, i bambini so piezz'e core
February 02 Cromosoma XSe rinasco, divento maschio. Svuotando la mia stanzetta milanese, è saltata fuori più roba di quanta la casa sembrerebbe poter contenere, una serie di cazzate, collezionate in quattro mesi di vita fuori dal nido, da non crederci (e che hanno procurato un istantaneo cazziatone di mia madre). Un uomo sarebbe partito con un telo da bagno, due mutande e un rasoio e sarebbe tornato con due lamette nuove e le mutande da lavare, io sono stata capace di riportare indietro, fra le tante cose, un paio di pantofole rosa pelose (comprate per "sentirmi più a casa"), una maschera piumata veneziana e un braccialetto smaltato fatto di carte da gioco...
Ma si sa, noi donne siamo degli affascinanti misteri e ogni oggetto che conserviamo con noi custodisce un pezzo della nostra storia, un ricordo di una risata, di uno sguardo, di un pomeriggio passato in giro calzando luccicanti scarpette rosse. Milano ha risposto alle mie domande offrendomi un primo, fantastico assaggio di vita da sola, nuovi amici e nuovi amori. Non ho imparato ancora ad usare la lavatrice, ma il mio sugo ai pachino è decisamente migliorato e porto con me il ricordo di allegre serate alcoliche, di domeniche con Ami fra pettegolezzi e maschere alla menta, dei racconti porno di Giò, di spassosissime chat clandestine con Annoula e di timidi sorrisi fra un pranzo e l'altro a lavoro.
So che rivedrò ancora alcuni di voi, che, nonostante i nostri continui spostamenti, i nostri legami sinceri non finiranno. Adesso più che mai mi sembrano vere le parole di Seneca "patria mea totus hic mundus est".
Ave atque vale |
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